Una storia industriale di successo, una straordinaria avventura umana, un esempio di tenacia e di coraggio, un modello per tanti imprenditori del Paese.

Questo e molto altro ancora è racchiuso nel volume “Arti Grafiche Boccia-Un’impresa italiana all’avanguardia”, il libro edito da Laterza che parla dei primi cinquant’anni dell’azienda salernitana. Con oltre 40 milioni di fatturato nel 2014, cresciuto negli ultimi 5 anni del 20% circa, Arti Grafiche Boccia (160 dipendenti) stampa quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, stampati per la grande distribuzione organizzata, etichette e cluster per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food. Punto di forza dell’azienda, che negli ultimi cinque anni ha investito oltre 54 milioni in macchinari e tecnologie è, infatti, la costante ricerca dell’innovazione organizzativa a 360 gradi, di processo e di prodotto.

Il volume, autore Valerio Castronovo, è stato presentato ieri nel corso di una convention con i clienti dell’azienda provenienti da tutto il mondo all’Expo di Milano all’interno di Waterstone, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo. A illustrare il volume, con l’autore, erano presenti l’amministratore delegato di Editori Laterza e vice presidente per il Mezzogiorno di Confindustria, Alessandro Laterza, e l’amministratore delegato di Arti Grafiche Boccia, Vincenzo Boccia. L’evento è stato preceduto martedì da un intervento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, all’apertura della due giorni milanese dell’azienda. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio per la convention. «Nel panorama imprenditoriale italiano Arti Grafiche Boccia – scrive Mattarella – ha rappresentato un’esperienza di notevole interesse. Internazionalizzazione da un lato e comunità d’impresa dall’altro, sono state le realizzazioni che hanno permesso il raggiungimento di significativi traguardi. Gli oltre cinquant’anni di attività hanno consolidato una realtà di alto profilo, presente in dieci paesi di tre continenti».

Nel libro, Castronovo, tra i maggiori studiosi europei di economia, racconta la storia di un’azienda eccellente nata dalla forza e dal coraggio di uno scugnizzo, Orazio, orfano di padre e vissuto per anni nel “Serraglio”, come veniva etichettato allora l’orfanotrofio Umberto I di Salerno. Una piccola azienda artigianale diventata, nel corso di mezzo secolo, una delle imprese del settore più internazionalizzate, presente nei principali paesi europei. Un’appassionata vicenda umana, oltre che industriale.

Per sommi capi, i passi principali della storia narrata nel libro: la lunga battaglia per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda, una scommessa che nei primi decenni viene vinta grazie al coraggio e alla determinazione con cui Orazio persegue la sua visione di impresa sociale, refrattaria a compromessi clientelari, proiettata sulle commesse dei privati e sul mercato, privilegiando sempre la qualità delle produzioni. La fase molto critica vissuta agli inizi degli anni 90 e la svolta nella gestione, con l’ingresso al vertice aziendale dei due figli di Orazio, Vincenzo e Maurizio. L’introduzione di criteri di conduzione manageriali moderni e il consolidamento dell’innovazione con il conseguente acquisto di macchinari d’avanguardia, spesso prime installazioni assolute in Europa. La diversificazione produttiva e l’apertura di sedi commerciali all’estero, in Francia, Inghilterra, Nord Europa. I riconoscimenti come il Cavalierato del Lavoro a Orazio e l’ascesa in Confindustria di Vincenzo, diventato presidente della Piccola Industria e successivamente del Comitato Credito e Finanza. Le celebrazioni come la manifestazione per i “Cinquanta più uno anni” dell’azienda, con il messaggio di apprezzamento dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il nuovo modello della fabbrica dell’eccellenza, che unisce all’ottimizzazione dei costi e delle mansioni lo spirito di squadra, nella condivisione di un progetto di crescita produttiva e valoriale. «Sono poche le imprese del Mezzogiorno – spiega Castronovo – che si sono specializzate in un’attività molto sofisticata come l’industria grafica, mentre al Sud in genere prevale l’agro-alimentare, il tessile e l’arredamento». «Arti Grafiche Boccia – osserva Laterza – si distingue per un prodotto che incorpora un forte elemento di servizio». «C’è una sorta di timidezza nel raccontare la propria storia – nota Vincenzo Boccia – ma anche l’orgoglio di aver dato vita, in 50 anni, a un’azienda di successo. Einstein diceva: un’idea che non sembri assurda ha poche possibilità di essere realizzata. Ecco, noi lavoriamo solo a idee che agli altri possono sembrare assurde, perché vogliamo avere delle alte probabilità di realizzazione».